Le due guerre, di Giancarlo Caselli

Due guerre e una sola trincea, la scrivania di un magistrato.
Dalla Torino degli anni Settanta alla Palermo dei Novanta, trentacinque anni di storia italiana attraverso lo sguardo di un protagonista della lotta contro il terrorismo di sinistra e contro la mafia.  Le due guerre
Due guerre in difesa della democrazia, una vinta (quella contro il terrorismo), una in sospeso (quella contro la mafia). Dal processo ai capi storici delle Brigate rosse al pentimento di Patrizio Peci, dalle stragi di Capaci e via D’Amelio all’arresto di Totò Riina e di decine di altri latitanti, passando per il caso Cossiga/Donat-Cattin e il processo a Giulio Andreotti.
In mezzo, il ricordo di tanti, troppi amici che, in questa storia aspra di rischi e di eroismi, combattendo hanno perso la vita. Memorie, interrogativi, domande e risposte.
Gian Carlo Caselli racconta.

GIANCARLO CASELLI

Dopo aver ricoperto il ruolo di procuratore generale presso la Corte d’Appello di Torino, è ora procuratore capo.
Ha cominciato la sua carriera in magistratura a Torino, come giudice istruttore impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate rosse. Dal 1986 al 1990 è stato membro del Consiglio superiore della magistratura.
Ha diretto la Procura di Palermo dal 1993 al 1999, gli anni dei processi “eccellenti” su mafia e politica: Andreotti, Dell’Utri, Mannino, Musotto, Contrada.
Dal 1999 al 2001 ha diretto il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria). E poi per due anni è stato il rappresentante italiano presso Eurojust.
Ha scritto A un cittadino che non crede nella giustizia, con Livio Pepino (2005), L’eredità scomoda, con Antonio Ingroia (2001) e per Melampo Un magistrato fuori legge (2005).

www.melampoeditore.it


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